Settimana della lettura
Antifascismo Eventi ed iniziative Fulmine è oltre il ponte Libri
William Domenichini  

Settimana della lettura a scuola

Nell’ambito della settimana della lettura ho avuto l’onore ed il privilegio di essere stato invitato dai docenti della scuola secondaria di primo grado, “Fratelli Incerti” di Fabiano. Un plesso scolastico dell’istituto comprensivo “Rita Levi-Montalcini” della Spezia. Un invito speciale, per leggere Fulmine è oltre il ponte.

L’emozione di tornare in una scuola, di incontrare insegnanti appassionati e ragazzi curiosi era grande già nelle attese e nelle aspettative. In questo caso, c’era un emozione in più, ma me la tengo gelosamente per me. Ciò che importa è in primo luogo ringraziare le insegnanti. In particolare la prof. Paola Di Capua e Nunzia Scognamiglio, che hanno organizzato la settimana della lettura e che mi hanno chiesto di partecipare. Un ringraziamento alle insegnanti a cui ho “sottratto” preziose ore di insegnamento, ma alle quali ho cercato di donare una parentesi in più nel percorso che fanno quotidianamente.

Come molte altre la scuola secondaria di primo grado Fratelli Incerti dedica particolare attenzione al tema della Resistenza, ai valori che è portatrice. E non potrebbe essere diversamente, vista l’intitolazione della scuola. Tuttavia, in tempi in cui la retorica sgorga copiosa da ogni dove, è un toccasana vedere come in un luogo di formazione fondamentale, la memoria è un elemento che viene costantemente declinato nel quotidiano.

Così ho incontrato due classi terze. Senza voler sostituirmi alle loro preziose insegnanti, ho cercato di portare i ragazzi in una macchina del tempo, per raccontare una storia di non molti anni fa, ma che storia è divenuta. Così per qualche ora, tra i banchi, hanno ripreso vita e passeggiavano tra noi la ragazza dalle guance di pesca, Giuliano, Dany, Don Carlo, tanti altri partigiani e, naturalmente Fulmine.

Non ho voluto sedermi davanti a loro e rintronarli di chiacchere. Mi sono messo di lato e ho cercato di mostrare loro una storia, mi sono fatto aiutare dalle facce dei protagonisti e, in qualche caso, dalla loro voce in video. L’effetto è stato bellissimo. I ragazzi e le ragazze sono rimaste in un religioso silenzio in entrambi gli incontri e per tutta la loro durata. Di tanto in tanto qualche mano alzata chiedeva lumi. Chi era la Decima MAS? Che cos’è una signorina?

A conclusione ho tenuto a sottolineare un aspetto. Abbiamo letto passi di una storia di guerra. Una guerra di liberazione, certo, storie di lotta partigiana, per la Giustizia e la Libertà. Ma c’è un elemento che va sempre ricordato. Non ho conosciuto un partigiano/a che non avesse vissuto quell’esperienza con la profonda angoscia che la guerra li abbia portati ad uccidere qualcuno. I comandanti dicevano loro di non portare il mitra al collo un minuto più del necessario, perché è un mezzo, non un fine. Non a caso, chi dopo il 25 aprile ha scritto la Costituzione della Repubblica italiana è stato chiaro. Non ha posto opzioni, non ha scritto che si valuterà il da farsi.

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

Ringrazio i ragazzi della terze per la loro empatia. Ringrazio i loro insegnanti per il lavoro che fanno, dimostrando che in questo vituperato mondo, la nostra scuola è una frontiera di civiltà che, nonostante i continui tentativi di svilirla, resta una angolo di cura, che ciba e disseta i nostri ragazzi di pensiero critico e di curiosità.

Ecco la presentazione con cui ho coinvolto i ragazzi e le ragazze della Fratelli Incerti, ai/alle quali ho donato una copia, per la loro biblioteca, di Fulmine è oltre il ponte.


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L'ultimo arrivato!

Questo bellissimo saggio ci racconta come la cultura di guerra e di morte genera gli stessi mostri in tutto il Paese: pessimismo, obbedienza, passività, senso di sconfitta, conformismo, opportunismo, clientelismo. Figli di un dio minore, vittime e colpevoli allo stesso tempo dei propri mali. Politici e rappresentanti istituzionali fotocopia. Iene e sciacalli ai banchetti delle opere pubbliche e gattopardi perché cambi tutto purché non cambi nulla.

Lo scenario che ci delinea e ci offre queste pagine che seguiranno è certamente doloroso, tragico, inquietante, ma in questo suo coraggioso e generoso atto di denuncia traspare sempre lo smisurato amore per La Spezia, per il suo Golfo, il suo Mare. Pagine e immagini che feriscono il cuore ma in cui respiriamo ancora speranza ed utopia. Che un’altra città sia davvero ancora possibile, viva, libera, aperta, felice. Un laboratorio di Pace.

Antonio Mazzeo

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